Il Business Model della piattaforma di servizio comprende una serie di strumenti di consulenza finanziaria e di utility IT quali ad esempio:

  • la comodità di essere affiancati dai migliori professionisti della finanza direttamente dal centro dei mercati di tutto il mondo: Londra.
  • la possibilità di contare su una corretta profilazione della propria clientela.
  • la disponibilità di offrire una modellazione di portafoglio sempre aggiornato alle normative italiane ed europee.
  • la disponibilità di un servizio di manutenzione di portafogli attraverso soluzioni coerenti e contestualizzate agli scenari macro-economici di riferimento.
  • la possibilità di ricevere aggiornamenti economico-finanziari e normativi per i consulenti.
  • l'accesso ad una reportistica gestionale (performance e benchmark) immediata e sempre disponibile online da offrire alla propria clientela.
  • nessun costo da sostenere per infrastrutture hardware e software.
  • il contatto diretto con un Investment Committee dedicato e qualificato.
  • il controllo costante degli investimenti proposti ai profili di rischio riscontrati.
  • la possibilità di dotare la propria struttura di una business line totalmente integrabile nelle politiche commerciali dell'istituto di credito o dei propri servizi di promozione finanziaria e pronta a generare profitti.
  • il controllo e la salvaguardia della relazione diretta con la clientela grazie allo streaming dei servizi rivolti esclusivamente ai gestori della relazione.

 

Market Outlook 2018

Da tempo i dati di crescita economica non cessano di sorprendere al rialzo le attese dei mercati. Negli Stati Uniti per esempio l’indice di fiducia dei direttori degli acquisti delle imprese sono saliti ai livelli massimi da oltre un decennio. Il mercato quindi rivede al rialzo le attese di crescita dei profitti per il 2018 proprio quando la riforma fiscale (vantaggiosa per le aziende) sembra poter essere approvata dal parlamento. Anche nell’Eurozona la crescita in corso da diversi anni accelera ulteriormente infatti un sondaggio sulla fiducia delle famiglie si pone al massimo degli ultimi 17 anni! Se a ciò aggiungiamo il buon avanzamento economico in Giappone e nei paesi emergenti, possiamo concludere che viviamo in un mondo a crescita forte e sincronizzata globalmente.

Nel frattempo i bonds non danno cenno a volersi staccare da rendimenti infimi se non per periodi brevi. Che il 2018 sia l’anno della normalizzazione, dove i tassi saliranno? Se guardiamo la curva dei rendimenti USA che si appiattisce sempre di più con un decennale ancorato a poco più del tasso d’inflazione, abbiamo qualche dubbio in proposito.
E’ quindi normale che questo favorevole contesto si traduca in una forte crescita dei profitti. Si pensi che nel 2017 in media e a livello mondiale gli utili delle imprese quotate è cresciuto di ben il 12%, con i paesi emergenti al vertice con un +21%. La buona performance delle azioni europee quest’anno si assesta ad un +11,2% (indice Eurostoxx 600) ed appare quindi ben proporzionata ai migliorati fondamentali. Inoltre tenuto conto delle valutazioni elevate raggiunte dalla maggior parte dei mercati obbligazionari le azioni non risultano particolarmente sopravvalutate, con l’esclusione, forse, della borsa statunitense in alcuni settori.

Malgrado il brillante andamento economico egli ultimi anni, l’Eurozona in particolare gode ancora di abbondante capacità inutilizzata il che depone a favore di una buona dinamica macro anche per il 2018 che, a sua volta, tende a favorire l’andamento dei mercati azionari.
Per quanto riguarda quindi i dati fondamentali vi sono tutte le ragioni di avere nei portafogli un’allocazione a favore delle azioni. Tuttavia riteniamo doveroso fare presente che è sempre sbagliato “abbassare la guardia” e ignorare gli spunti alla prudenza.

  • La volatilità estremamente bassa degli asset finanziari in generale deve indurre alla cautela. Questo fenomeno infatti è il frutto della ricerca affannosa di rendimento da parte di tutti gli investitori che, di converso, rende i mercati vulnerabili. Si creano così le condizioni per brusche correzioni nel caso in cui uno shock di origine esterna dovesse avere un impatto negativo sui mercati.
  • I rischi di ordine politico e geo-politico sono sempre presenti, ma sono oggi totalmente ignorati dalle valorizzazioni e li rende quindi potenzialmente dannosi. Ad esempio le tensioni con la Corea del Nord non hanno avuto alcun impatto di recente, ma come si può escludere un’escalation? Sullo stesso fronte, il quadro politico-istituzionale delicato dell’amministrazione Trump non ha avuto riscontri…finora. Ci fermiamo qui.

Non è nostra intenzione essere allarmisti, gli ottimi fondamentali sono innegabili ed agirebbero da ammortizzatore, nel medio termine, in caso di shock. Resta però chiaro che questo genere di rischi non è tenuto in alcun conto dai livelli raggiunti oggi dalle borse. Non sarebbe quindi sbagliato includere nei portafogli lunghi di equity alcuni asset di natura difensiva come lo Yen, il Franco svizzero e qualche metallo al momento strapazzato dall’euforia per il Bitcoin.

Agenda Invest Ltd

London